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Strasburgo, seduta del Parlamento Europeo del 20 maggio 2015

https://www.youtube.com/watch?v=pQGzpoa3wDs

Signora Presidente, onorevoli colleghi, cara rappresentante del Consiglio, sono lieto di avere nuovamente la possibilità di affrontare il grave tema della disoccupazione giovanile a poche settimane dall'approvazione del provvedimento per l'aumento della somma di prefinanziamento per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile.
Oggi il Parlamento europeo chiede agli Stati membri una dimostrazione di serietà nell'affrontare la piaga della disoccupazione dei giovani europei. Abbiamo bisogno di ricevere rassicurazioni sul fatto che il Consiglio sia disposto a battersi per i suoi giovani, a qualunque costo: "ready to do whatever it takes", per usare una terminologia a noi tutti ben nota.

 

Lo abbiamo detto in precedenza, lo ripeto oggi: il Parlamento ha fatto un gioco di squadra con la Commissione e il Consiglio nell'approvare la modifica al regolamento FSE, permettendo così lo sblocco di risorse per gli Stati in tempi record. È giunto però ora il momento di produrre risultati, di lanciare i programmi e superare in modo definitivo gli ostacoli.
Non si tratta solo di un problema di natura finanziaria, però. Innanzitutto bisognerà risolvere grossi problemi legati a un eccesso di burocrazia nella registrazione ai programmi sia per i giovani sia per le aziende, i partner che vorrebbero associarsi. Inoltre sarà essenziale potenziare l'aspetto della comunicazione riguardo a questi programmi, che è ad oggi assolutamente insufficiente. Tanti ragazzi, soprattutto quelli che più ne hanno bisogno, non conoscono nemmeno l'esistenza della garanzia per giovani e dell'iniziativa per l'occupazione giovanile. Questo è francamente assurdo.
Dobbiamo cambiare la marcia in fretta. Bisogna aumentare gli sforzi affinché i giovani ricevano offerte di qualità, impedendo il rischio che questi strumenti diventino un'anticamera alla precarietà o addirittura uno strumento di sfruttamento. Tutto ciò va portato avanti dagli Stati membri, con l'aiuto della Commissione e con la vigilanza del Parlamento. Essi devono essere all'altezza di una sfida che può definire o costare le sorti di un'intera generazione.
L'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile da sola non è in grado di creare nuovi posti di lavoro. Non esistono bacchette magiche: a fianco dell'utilizzo rapido ed efficiente di tutte le risorse offerte dall'Unione serve associare una politica di crescita dell'economia che passi dagli investimenti in settori strategici. In sostanza serve quindi una politica industriale europea, la capacità di distribuire reddito in un'Unione ancora troppo marchiata dalle disuguaglianze per lasciare un futuro migliore alle prossime generazioni.