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Interventi in Parlamento

Durante l'ultima plenaria c'è stato un voto molto importante, quello sul Corpo Europeo di Solidarietà, del cui regolamento sono stato relatore in Commissione Occupazione e Affari Sociali. Si tratta di un sostegno concreto a migliaia di giovani che vorranno aiutare chi ha bisogno e sono orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di questo strumento, che recupera i valori fondativi dell'UE. Perché l'Europa del futuro è quella della solidarietà, non quella dei nazionalisti come Salvini (intervento). Durante la sessione di settembre ho preso poi la parola sul programma "Europa in movimento", riguardante il futuro della mobilità in UE (video) e sui soprusi perpetrati in Uganda dal Presidente Museveni, inclusi gli arresti di parlamentari di opposizione, rispetto ai quali la diplomazia UE deve intervenire (video).

Premio Cittadino Europeo 2018


Ho partecipato con grande piacere e con onore alla consegna dei premi "Cittadino Europeo" per il 2018. La cerimonia, organizzata dagli Archivi Storici della UE e dall'Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, si è tenuta a Firenze. Il riconoscimento, istituito nel 2008 per cittadini e associazioni che favoriscano l'integrazione tra Stati Membri e la cooperazione transnazionale, quest'anno è stato assegnato alla Fondazione Bresciana Assistenza Psicodisabili, al primario di radiologia dell'ospedale di Lodi Paola Scagnelli, che durante le ferie svolge la professione in Tanzania, all'ex direttore della Caritas Lombardia e attuale presidente della Casa della Carità don Virginio Colmegna e al professor Antonio Silvio Calò, docente liceale di storia e filosofia a Treviso, che da tre anni ospita nella propria abitazione sei giovani rifugiati. 

Parchi, turismo e sostenibilità.
Incontro a Manarola (SP)

Presso la sede del Parco delle 5 Terre, il 6 settembre, ho partecipato a un interessante convegno sul ruolo dei parchi, la tutela dell'ambiente e lo sviluppo di un turismo sostenibile. Durante l'incontro mi sono potuto confrontare con numerosi altri esponenti delle istituzioni circa la necessità di coniugare tutela del territorio e valorizzazione turistica, superando un'idea esclusivamente mordi-e-fuggi di turismo. Altro importante elemento affrontato è stata l'opportunità di una sempre maggiore integrazione dell'area turistica transfrontaliera che comprende 5 Terre, Appennino Tosco-Emiliano e Apuane.

Milano, salone della ferramenta

Ho preso parte al convegno inaugurale dell'ultimo Hardware Forum, il salone della ferramenta promosso da Assofermet, su invito della bravissima Presidente Sabrina Canese. Cuore del confronto è stata la sopravvivenza e la crescita degli esercizi commerciali del settore in un comparto dove si vive una grande espansione della grande distribuzione e del commercio web. La protezione del punto vendita è un obiettivo che va visto in un'ottica di riorganizzazione urbana delle città, poiché il negozio stimola i rapporti umani e l'identità di quartiere. Per incidere in questa direzione è però fondamentale un'adeguata preparazione e formazione dei lavoratori, un corretto inserimento dei giovani, il concepire il negozio come presidio di qualità e l'incremento delle competenze digitali, unitamente a quello della capacità di fare network con il territorio. Su tutto questo l'Europa può fare molto, con i fondi già disponibili per le Azioni Urbane Innovative e, per lo sviluppo del commercio, con i bandi COSME.

Genova, dal Governo Lega-5Stelle 
è arrivato il decreto del nulla.

Dopo oltre un mese di stallo dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi, reagiamo con sgomento e rabbia al decreto per Genova del Governo Lega-5Stelle. Dopo i bisticci sul nome del Commissario alla ricostruzione, dopo il blocco in Ragioneria Generale per la mancanza di coperture ecco il peggio che ci si potesse attendere: meno soldi per il trasporto pubblico e per l'autotrasporto, meno risorse per la zona franca e un'elemosina di 13 milioni per il Porto. Nessun sostegno all'economia del capoluogo ligure, nessuna traccia della cassa in deroga per la piccola e media impresa, niente sesto lotto del Terzo Valico (Rixi si dimetta!). Una sola cosa è certa: il ponte lo paga subito lo Stato, le Autostrade non si sa. In totale, in due anni, lo Stato darà a Genova 250 milioni, quando le più autorevoli stime indicano che solo il prossimo anno la città perderà 5 miliardi di PIL. Genova non merita questo affronto, non merita l'inadeguatezza del Governo e dell'ineffabile Ministro Toninelli. Personalmente, insieme al PD, invece della mera zona franca per la fase emergenziale e di piccole agevolazioni di soli due anni per il Porto, ho proposto l'istituzione immediata di una Zona Economica Speciale per Genova e per il Porto per almeno cinque anni, che guardando al medio periodo e al rilancio di Genova nel tempo introduca esenzioni e agevolazioni fiscali per cittadini e imprese, semplificazione burocratica, condizioni agevolate per la locazione di immobili e terreni e ogni altra misura fiscale e normativa che possa attrarre investimenti. La ZES richiede l'autorizzazione della Commissione UE e i trattati europei permettono deroghe alle regole sugli aiuti di Stato, ma per ottenere questi fondamentali obiettivi il Governo e la Regione Liguria devono collaborare e aprire un tavolo con la Commissione Europea, proponendo un piano di azione concreto. Come europarlamentare ligure sono pronto a dare tutto l'aiuto necessario, al di là delle differenze di parte, perché Genova e i suoi cittadini vengono prima di ogni altra questione. La Lega e il Movimento 5 Stelle dovrebbero ricordarselo in ogni istante e smetterla con questo teatrino imbarazzante e dannoso.

Corpo Europeo di Solidarietà.
Il Parlamento Europeo ha guardato al futuro

Ho seguito il regolamento del Corpo Europeo di Solidarietà come relatore per la Commissione Occupazione e Affari sociali. Non nascondo che ho provato una grande emozione quando, nell'ultima plenaria, ci siamo espressi con un voto che ha dato forma a questo strumento importante per i giovani che vorranno dedicarsi a fare del bene a chi ha bisogno. Con misure concrete come questa, con supporti reali alla solidarietà e alla forza dei giovani, si costruisce oggi un'Europa più forte domani: l'Europa avrà un futuro se si rifonderà sui propri valori originali. Soltanto così sconfiggeremo i nazionalismi e gli egoismi dei vari Orbán e Salvini. Qui un video con alcune mie considerazioni, mentre a questo link è possibile iscriversi e trovare informazioni più dettagliate.

Perché mi sono astenuto sulla riforma del copyright

Partiamo da un punto: nel mercato unico europeo è necessaria una riforma del copyright che protegga il diritto di autore e stabilisca un sacrosanto principio di remunerazione equa di chi produce contenuti. Ho deciso però di astenermi durante l'ultimo voto dell'Europarlamento in materia, perché ritengo la riforma votata lacunosa e rischiosa. Per diverse ragioni che spiego qui il meccanismo di remunerazione non è effettivamente assicurato, le complicate applicazioni della norma rischiano di favorire i colossi del web e l'eccessiva discrezionalità lasciata agli Stati Membri potrebbe portare a una confusa legislazione a macchia di leopardo dentro l'UE. A questo punto è necessario lavorare perché nella mediazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio si possa arrivare a un testo profondamente migliorativo.

Minaccia allo stato di diritto in Ungheria. 
Dal Parlamento Europeo un voto 
di orgoglio e di svolta

Finalmente come Parlamento Europeo abbiamo votato l'attivazione dell'articolo 7 dei Trattati con cui si chiede la sanzione del governo ungherese illiberale di Orbán. L'atteggiamento di chiusura sulla questione migranti con cui il governo ungherese, che pure prende cospicui finanziamenti europei, ha voltato le spalle ai paesi con più arrivi come l'Italia, non è il tema centrale. Le ragioni stanno nella violazione dei diritti umani, nella limitazione della libertà di espressione, di stampa e di ricerca, nella riduzione dei diritti delle donne, nel minare il corretto funzionamento dello Stato e l'indipendenza dei giudici. L'Europa non può accettare questo degrado. Ora la parola passa ai governi e le sanzioni possono essere varie. Speriamo si arrivi alla sospensione del diritto di voto dell'Ungheria in Consiglio, ma quel che è certo è che con il nostro voto ora gli Stati Membri non possono fare finta di nulla e devono esprimersi. Cosa farà il nostro Governo, il cui vicepremier Salvini ostenta il feeling con Orbán? In questo video le mie considerazioni sulla questione.