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Parlamento Europeo

Strasburgo, seduta del Parlamento Europeo del 2 febbraio 2016

https://www.youtube.com/watch?v=DluQ4ho6QrQ&feature=youtu.be

Signora Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo di fronte a noi un testo importante che servirà a creare un organismo europeo di alto livello che si pone un obiettivo assolutamente centrale, quello di contrastare il lavoro sommerso. Sappiamo bene che questo problema non si limita a essere esclusivamente un peso per le finanze pubbliche, generando evasione fiscale e concorrenza sleale fra le imprese, ma rappresenta soprattutto una fonte di seri rischi per i lavoratori e la società in generale. È una minaccia per la salute e la sicurezza dei lavoratori che spesso sono impiegati in settori usuranti e pericolosi, quali il settore agricolo, edile e industriale. È un problema per la tenuta del tessuto sociale, anche inteso in senso geografico e di genere. Colpisce inoltre i gruppi più vulnerabili, inclusi i rifugiati. È giusto dunque che l'Unione europea si sforzi a trovare una soluzione e far sedere allo stesso tavolo rappresentanti degli Stati membri, della Commissione europea e della società civile, fra cui i sindacati e i datori di lavoro, servirà a identificare la dimensione europea del problema.

Bruxelles, 26 gennaio 2016

Seduta della Commissione Occupazione e Affari Sociali con il Ministro Pier Carlo Padoan, relativamente alla proposta italiana di un sussidio europeo di disoccupazione.
L'intervento di Brando Benifei.

https://www.youtube.com/watch?v=am0o9Z46i-U

 

Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 20 gennaio 2016

https://www.youtube.com/watch?v=IiLg77AKQSI&feature=youtu.be

Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei aggiungere con forza la mia voce a quella dei miei colleghi socialisti e non solo, che mi hanno preceduto nel denunciare la grave situazione in corso ormai da settimane nel sudest della Turchia, che ci riporta ad anni bui. Quanto sta accadendo non può passare inosservato da parte dell'Europa e finora le richieste di cessate il fuoco non hanno avuto ascolto. Siamo ormai al punto in cui le violenze rischiano di sfociare in una vera guerra civile senza che vi sia alcuna indagine ufficiale sull'azione delle forze di sicurezza, né attenzione da parte della comunità internazionale, nonostante il numero di sfollati si aggiri ormai intorno alle 300 mila persone.
Quello che chiediamo alla Commissione è di sollevare la questione già in occasione della prossima visita dell'Alto rappresentante Mogherini ad Ankara e più in generale in tutti gli ambiti delle relazioni UE-Turchia, affinché si arrivi presto a un cessate il fuoco e a un rilancio del processo di pace. Il Parlamento europeo ha sempre sostenuto il processo di pace curdo e non possiamo ora nasconderci dietro possibili convenienze politiche dettate dal ruolo della Turchia nella crisi migratoria.

Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 24 novembre 2015

https://www.youtube.com/watch?v=lE7ZcUEQaio

Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spendere alcuni secondi per esprimere i miei sentiti complimenti al collega Ole Christensen, per la sua relazione, un brillante lavoro di compromesso tra i gruppi politici, che non ne ha annacquato però l'alto valore politico e tecnico. La ringrazio, quindi, per il lavoro svolto.

Il testo a mio avviso mette in nero su bianco un elemento assolutamente centrale, ovvero la preoccupante correlazione tra la crisi economica e il suo impatto sociale, la precarietà e il pericolosissimo abbassamento della qualità degli standard di salute e sicurezza ad essi associati. In nessuna maniera possiamo accettare che il lavoro in Europa venga creato rinunciando a tali diritti. Ciò produrrebbe un enorme danno all'economia stessa dell'Unione.

Strasburgo, seduta del Parlamento Europeo del 28 ottobre 2015

https://www.youtube.com/watch?v=iI1QOmrIn7o&feature=youtu.be

Signora Presidente, onorevoli colleghi, voglio utilizzare il mio minuto di tempo per esprimere un concetto chiaro e semplice. La proposta della Commissione europea sulla disoccupazione di lungo periodo contiene degli elementi positivi, ma può produrre risultati solo se diventa un elemento complementare agli strumenti già esistenti per far fronte alla crisi occupazionale in Europa, su tutti la Garanzia per i giovani e l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile.