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Parlamento Europeo

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta di accorpare gli strumenti per vicinato, sviluppo e cooperazione, nonché per la promozione dei diritti fondamentali, così importanti per la nostra azione esterna, poteva destare qualche preoccupazione ma, grazie al lavoro del Parlamento, il testo mi pare molto migliorato. L'aumento delle risorse previste è in linea con le nostre richieste.

Sono inoltre particolarmente felice di vedere incluse le priorità espresse dal gruppo di lavoro della commissione AFET sugli strumenti finanziari esterni, di cui faccio parte. Per esempio, riguardo al ruolo del Parlamento e del controllo democratico sulle decisioni di spesa, per una maggiore flessibilità e una semplificazione delle procedure.

Signora Presidente, onorevoli colleghi, il rispetto dei diritti umani e della democrazia non può essere dato per scontato, ma va rafforzato con ogni mezzo a disposizione. L'Unione europea è il principale promotore dei diritti umani nel mondo e le sue politiche commerciali devono a loro volta garantirne l'affermazione.

Attraverso l'SPG+ l'UE consente ai paesi vulnerabili di esportare in Europa senza dazi doganali. In cambio, richiede il rispetto di 27 convenzioni internazionali su diritti umani, lavoro e ambiente. Credo che questo schema commerciale costituisca una leva importante per sostenere la democrazia e per migliorare la situazione dei diritti umani nei paesi beneficiari. In alcuni casi però, nonostante gravi violazioni, l'Unione europea non ha sospeso il trattamento preferenziale.

Risulta quindi necessario intensificare il processo di consultazione in merito al regolare monitoraggio dell'Unione europea degli Stati beneficiari e definire in maniera chiara quali sono le linee rosse dello schema che, se superate, comportano la sospensione dell'SPG.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 12 marzo 2019

Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ringraziare innanzitutto il collega e relatore López Aguilar.

L'accordo di associazione tra Unione europea, Monaco, Andorra e San Marino è un passo importante nella costruzione dell'integrazione europea, che oggi vede coinvolti questi tre paesi da sempre radicati nella storia dell'Europa ma finora fuori dal progetto unitario.

 

Signora Presidente, onorevoli colleghi, la situazione in Siria è ancora lontana da una soluzione e tra poche settimane la terza conferenza sulla Siria sarà ospitata dall'Alto rappresentante.

Dobbiamo sostenere la necessità di rilanciare il processo di pace di Ginevra sulla base della risoluzione ONU 2254 accertando le responsabilità penali per i crimini di guerra commessi in questi anni. Al tempo stesso l'Europa deve rafforzare il suo ruolo di attore umanitario investendo davvero nella resilienza di lungo termine del popolo siriano, come finora non si è fatto a sufficienza, interagendo di più con la società civile, coinvolgendola maggiormente anche nell'organizzazione della conferenza, sostenendo altresì progetti straordinari come "Operazione Colomba", che realizza corridoi umanitari e sostiene i profughi siriani in Libano, per i quali sarebbe necessario organizzare seriamente un progressivo sistema di graduale ritorno sicuro.

Voglio aggiungere, in conclusione, una parola sulla questione di padre Paolo Dall'Oglio, una rinnovata speranza per la sua vita. Il suo lavoro per il dialogo interreligioso è straordinario e noto in tutto il mondo. Chiediamo di rinnovare l'impegno per la sua liberazione perché torni presto a portare il suo grande messaggio di pace.

Bruxelles, seduta della Commissione Esteri del 22 gennaio 2019.
Intervento di Benifei durante l'audizione di Nathalie Tocci, Direttrice dell'Istituto Affari Internazionali e consigliera speciale dell'Alto Rappresentante Federica Mogherini, e di Moutaz Adham, Direttore di Oxfam International per la Siria, nell'ambito del lavoro per il suo Rapporto sulla situazione post Primavere Arabe