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Parlamento Europeo

Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 17 gennaio 2018. Intervento di Brando Benifei

Signor Presidente, onorevoli colleghi, finora solo il 5% del patrimonio librario e culturale mondiale è stato disponibile in formato accessibile, l'1 % soltanto nei paesi in via di sviluppo. Si tratta di una gravissima lesione del diritto alla conoscenza per centinaia di milioni di persone nel mondo, e decine di milioni in Europa, e di una condanna a non poter raggiungere, quindi, un livello adeguato di istruzione, con un forte impatto sui livelli di occupazione e quindi anche di povertà.
Con il trattato di Marrakech, che attraverso deroghe specifiche al diritto d'autore espande la fruibilità dei prodotti testuali a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive e con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, potranno essere redatte e scambiate in formati accessibili molte più opere, quali libri, riviste e quotidiani o altri generi di pubblicazioni e notazioni, compresi gli spartiti musicali e relative illustrazioni. È una vera rivoluzione, attesa da anni dai cittadini e difesa dal Parlamento europeo.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 17 gennaio 2018, l'intervento di Benifei

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il lavoro fatto in questi mesi dall'Unione per contrastare i fenomeni di interferenza esterna si sta intensificando. La creazione delle task force sulle fake news da parte della commissaria Mariya Gabriel è certamente un fatto positivo, accanto al lavoro già avviato dall'Alto rappresentante Federica Mogherini in seno al Servizio di azione esterna con la East StratCom per migliorare la comunicazione europea nei paesi del vicinato orientale e individuare le operazioni di disinformazione.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 15 novembre 2017

Signora Presidente, onorevoli colleghi, io credo fermamente che chiunque abbia a cuore l'Unione europea debba insistere che la priorità sia quella di abbattere le disuguaglianze sul continente, non soltanto disuguaglianze tra i suoi paesi, ma anche all'interno degli stessi, partendo da un concetto di base: il progetto europeo e l'integrazione politica economica dei suoi Stati membri e dei suoi popoli devono servire all'obiettivo di recuperare sovranità per le decisioni riguardanti il sociale e l'economia.

Sovranità che è stata progressivamente erosa dalle dinamiche della globalizzazione incontrollata e dal capitalismo finanziario. I dati chiaramente dimostrano che la crisi degli ultimi anni ha avuto un effetto drammatico sulla crescita delle disuguaglianze nelle sue più svariate forme: di reddito, di genere, di ceto, geografiche, intergenerazionali. Le divergenze sono cresciute in maniera più che proporzionale per le fasce più deboli, ed è quindi imperativo che l'Unione europea si faccia carico di rilanciare un'agenda sociale in grado di invertire questo trend.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 15 novembre 2017

Signor Presidente, onorevoli colleghi, a cent'anni dalla Rivoluzione di ottobre, i motivi da cui essa è scaturita sono ancora tutti qua: le disuguaglianze sociali, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e la voglia di emancipazione dei popoli.

Come socialista europeo ho sposato un'ideologia politica che pensa di poter coniugare libertà civili e politiche con maggiore uguaglianza contro il modello del socialismo reale, ma da italiano so quanto la storia del Partito comunista italiano in Italia sia stata una storia di battaglia e di progresso, e voglio ricordare che fu proprio quel Partito comunista italiano a eleggere qui da indipendente Altiero Spinelli.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 24 ottobre 2017

Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo dieci anni dall'ultimo aggiornamento normativo sulle sostanze cancerogene, finalmente facciamo un passo avanti. Il lavoro della relatrice, la collega Ulvskog, è davvero degno di nota. Con l'accordo raggiunto al trilogo possiamo dire di aver aggiunto un tassello nella battaglia contro il cancro, che rimane la seconda causa di morte sul lavoro in Europa, come ricordava bene la Commissaria Thyssen.