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Parlamento Europeo

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 17 aprile 2018.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento militare di Stati Uniti, Francia e Regno Unito ha soltanto confermato ancora una volta che non è con una sequenza di attacchi – anche quando mirati e privi di vittime umane e destinati a colpire depositi di armi chimiche – che è possibile risolvere la complicata matassa siriana: dobbiamo evitare l'escalation a tutti i costi e interrompere azioni unilaterali.

Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 13 marzo 2018

Signor Presidente, onorevoli colleghi, i dati contenuti nell'analisi annuale sulla crescita per il 2018 confermano alcune tendenze: l'economia europea è in ripresa in tutti i paesi, gli effetti benefici di tale ripresa sono distribuiti in maniera estremamente diseguale all'interno della società, permangono fortissime disparità regionali e territoriali all'interno dell'Unione.

L'obiettivo del semestre europeo è quello di garantire convergenza e stabilità nell'Unione europea tramite il coordinamento delle politiche economiche dei suoi Stati membri. Ad oggi però tale obiettivo rimane sulla carta, se non viene accompagnato da benefici reali per i cittadini, così come ha valore prettamente teorico una crescita dell'economia non accompagnata da una riduzione del livello di povertà, della precarietà, dell'esclusione sociale, da un aumento dei livelli salariali, da un miglioramento delle condizioni dei gruppi più vulnerabili.

Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 13 marzo 2018

Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Asia centrale è una regione in evoluzione, un partner strategico per l'Europa. È un'area in cui la nostra azione può fare la differenza, in cui abbiamo ottenuto diversi risultati, come la quasi eradicazione del lavoro minorile in Uzbekistan nel settore tessile, anche grazie al lavoro di questo Parlamento.

In vista della nuova strategia, oltre alle opportunità economiche e di commercio, appena consolidate dalla ratifica della partnership con il Kazakistan, dobbiamo proseguire la cooperazione per il consolidamento delle istituzioni, la lotta alla corruzione, ma soprattutto occorre una rinnovata attenzione agli aspetti sociali e ai diritti umani, su cui c'è ancora molto da fare, come mostrano i tanti casi di persecuzione politica. Penso ad esempio a Maks Bokaev e Iskander Erimbetov, riferendoci proprio al Kazakistan.

Strasburgo, seduta della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo del 12 marzo 2018. 


Durante la riunione con il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Jagland Benifei ha ricordato l’importanza del lavoro del Consiglio nel campo dei diritti umani e della tutela del diritto.
"In questi anni la cooperazione coi governi italiani e in particolare col Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha contribuito alla realizzazione di importanti passi avanti anche per l’Italia, dal funzionamento dell’ordinamento penitenziario e giudiziario, al trasferimento dei condannati, al contrasto alle frodi nell'ambito dei beni culturali. Nella discussione ho ritenuto essenziale richiamare anche il rigore da applicare verso paesi come RussiaTurchia ed altri che, se vogliono continuare a far parte di questo organismo, devono rivedere profondamente le loro politiche sul rispetto dei diritti umani. Non possono essere concesse deroghe in questo campo per le sole minacce del taglio alle risorse. Non dobbiamo accettare ricatti."

 

Strasburgo, 17 gennaio 2018, sessione plenaria del Parlamento Europeo. Intervento di Benifei

Signora Presidente, onorevoli colleghi, i miei più sinceri ringraziamenti alla relatrice Tomc per il suo lavoro svolto su questo fascicolo.
Credo che anche grazie al contributo dei colleghi relatori dei gruppi abbiamo di fronte, alla fine, un testo ambizioso, che presenta una fotografia puntuale dell'attuazione di questo fondamentale programma europeo di contrasto alla disoccupazione e alla inattività giovanile, non soltanto perché se ne analizzano nei dettagli i dati disponibili e l'impatto delle risorse messe in campo per il raggiungimento degli obiettivi di Garanzia giovani, ma anche perché se ne valutano con attenzione gli elementi che richiedono invece una considerazione più critica, proponendo raccomandazioni specifiche su come affrontarli.
Sono fortemente convinto, infatti, che oggi sia necessaria una riforma di Garanzia giovani e del suo strumento finanziario, l'Iniziativa per l'occupazione giovanile, che sappia fare tesoro dell'esperienza accumulata in questi ultimi anni.