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Signora Presidente, onorevoli colleghi, il numero di cittadini europei che sono impiegati in forme di lavoro precario è in aumento anche a causa della rapida espansione di nuovi settori dell'economia, delle piattaforme digitali. Chi ne soffre maggiormente sono, ancora una volta, i più giovani e le donne, spesso intrappolati in quelle forme di lavoro cosiddette atipiche, a volte fraudolente, tra cui il falso lavoro autonomo o i contratti a zero ore.

La direttiva che votiamo oggi migliora nettamente la normativa europea in vigore, offrendo ai lavoratori maggiore trasparenza e certezza sulle loro condizioni di lavoro e nuovi diritti fruibili per oltre duecento milioni di lavoratori. Bisogna tuttavia fare di più.

Il mio gruppo politico, quello dei Socialisti e Democratici continuerà a richiedere una direttiva quadro sulle condizioni di lavoro dignitose in tutte le forme di occupazione.

Sono determinato inoltre a portare avanti una battaglia fondamentale: mettere al bando gli stage non retribuiti in tutta l'Unione europea, come siamo riusciti a fare all'interno del Parlamento europeo, dopo tre anni di battaglie. Le cose si possono e si devono cambiare.