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Il nuovo Fondo sociale europeo ha un compito essenziale: trasformare credibilmente il pilastro europeo dei diritti sociali in norme e risorse concrete, utili alla vita quotidiana dei cittadini europei. Per questa ragione, sono orgoglioso di aver contribuito con i miei emendamenti a rafforzare il testo della Commissione europea, con miglioramenti concreti sul tema del lavoro, della formazione e della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Le risorse per la garanzia per i giovani saranno aumentate, così come quelle per le nuove competenze digitali, nonché le percentuali da destinare ai programmi di inclusione sociale e al Fondo di aiuti europei agli indigenti. Abbiamo dato centralità alle persone con disabilità per garantire l'accesso a servizi di alta qualità, al lavoro, all'educazione e alla formazione. Il nuovo Fondo sociale potrà finalmente cofinanziare misure di sostegno al reddito, come ad esempio il reddito d'inclusione introdotto poco tempo fa in Italia. Abbiamo esteso il fondo EaSI per l'innovazione sociale, permettendo, come ci chiedevano da tempo, l'accesso diretto dalle autorità locali e dalle organizzazioni del terzo settore ai fondi europei, per finanziare programmi di integrazione a livello locale.

Abbiamo finalmente, dopo una grande battaglia di molti anni, introdotto un nuovo programma, la garanzia per i giovani che permetterà ai tanti giovani provenienti da condizioni economiche o sociali svantaggiose di avere accesso gratuitamente ai servizi essenziali, quali assistenza sanitaria, istruzione, assistenza all'infanzia di qualità, alloggi dignitosi e un'adeguata alimentazione.

Ora inizieremo i negoziati con gli Stati membri, consapevoli del fatto che il nostro è un testo ambizioso, degno del ruolo del Parlamento europeo quale primo difensore dei diritti delle persone, un ruolo da riscoprire per restituire fiducia nel progetto europeo che ci accomuna.