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Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è la prima volta che ci troviamo a dover discutere della preoccupante situazione delle persone LGBTQI in Cecenia. Da oltre un anno, infatti, ci arrivano notizie allarmanti di detenzioni arbitrarie, torture, uccisioni, fughe forzate, richieste d'asilo in Europa.
Questo Parlamento ha lanciato infatti l'allarme già in varie forme, con l'impegno anche di Federica Mogherini, accanto a istituzioni come il Consiglio d'Europa, l'OSCE, le principali ONG internazionali, così come ILGA, AllOut, Certi Diritti e altre organizzazioni. Non ci stanchiamo di chiedere al governo russo di avviare una vera e propria indagine indipendente, non lasceremo che si nasconda la vicenda sotto un tappeto, non posso non ricordare gli attivisti, a partire da Yuri Guaiana, che sono stati bloccati e trattenuti nel momento in cui portavano in Russia una petizione internazionale con due milioni di firme, che chiedeva proprio di avviare questa indagine.

Il Consiglio ha adottato nel 2013 le linee guida di azione in difesa delle persone LGBTQI nel mondo dove esistono ancora moltissimi casi di gravi violazioni. Allora, oggi, chiediamo alla Commissione, secondo le linee guida, di sollecitare nuovamente il governo di Mosca affinché gli esecutori di queste purghe non restino impuniti e il problema venga riconosciuto come tale.

Questo Parlamento proseguirà con la lotta in difesa dei diritti delle persone LGBTQI nel mondo, perché abbiamo visto, come le cose possono cambiare. L'abbiamo visto nel recente caso della depenalizzazione dell'omosessualità in India, ma continuerà questo Parlamento anche a combattere discriminazione e violenza all'interno dell'Unione.
Ci tengo a ricordare che proprio in questi minuti in Italia, a Milano, si sta tenendo un sit-in, per la pesante violenza fisica di stampo omofobico perpetrata nei confronti di un ragazzo di appena 21 anni, Samuele Vegna, che avrà danni fisici permanenti a cui, quindi, va la mia solidarietà e sono certo, quella di tutto il Parlamento.