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Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 4 luglio 2018

Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto il gruppo di visitatori italiani che ci ascolta dalla tribuna. L'introduzione di un sistema di ingresso per i cittadini di paesi esenti da visto è stata voluta dagli Stati membri per rafforzare le frontiere esterne dell'UE, sulla scia delle paure legate a sicurezza e immigrazione.
La proposta della Commissione poneva seri rischi di profilazione dei cittadini non europei, non in coerenza con le norme sul trattamento dei dati e con i nostri stessi diritti fondamentali. In commissione AFET abbiamo posto inoltre il problema dell'impatto sulle relazioni diplomatiche e sul turismo, una questione che ci pare sottovalutata e che invece deve essere tenuta in grande considerazione.

Il testo è migliorato ma soltanto in parte: l'eliminazione delle domande sul livello di istruzione e occupazione e l'attenzione all'accessibilità del sito per i disabili sono certamente positive, così come il più forte riferimento alle norme sulla privacy e l'istituzione di una commissione etica.

Continua però a preoccupare che sia un algoritmo a dover valutare la possibilità ipotetica che una persona commetta un reato grave o decida di immigrare irregolarmente: questo rimane un concetto inaccettabile e quindi il Parlamento dovrà continuare a vigilare sull'implementazione.