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Strasburgo, sessione plenaria del Parlamento Europeo del 30 maggio 2018

Signora Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci troviamo a discutere dell'impatto della delocalizzazione su lavoratori e regioni europee, perché esiste all'interno dell'Unione europea una cornice normativa che continua a favorire eccessivamente le libertà economiche, in particolare quella di stabilimento e di libera circolazione dei servizi e dei capitali, a scapito dei diritti fondamentali dei suoi cittadini.
Siamo qui a discutere, anche grazie alla straordinaria mobilitazione da parte dei lavoratori, dei sindacati e delle forze politiche che hanno reagito alla chiusura dello stabilimento Embraco a Riva di Chieri. Una chiusura decisa dalla multinazionale brasiliana esclusivamente allo scopo di abbattere i costi del lavoro.

Le soluzioni non possono essere meramente nazionali, l'Unione europea deve farsi promotrice di un'ambiziosa proposta di legge sulla responsabilità sociale delle imprese, deve istituire strumenti adeguati a sostegno dei lavoratori che subiscono conseguenze negative da decisioni spregiudicate.

L'Europa deve riportare i diritti sociali al cuore del suo progetto, si deve impedire tassativamente di usare risorse europee per favorire le delocalizzazioni. Bisogna fare una scelta di campo netta a favore del lavoro per dare un futuro all'integrazione europea.