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Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 17 aprile 2018.

Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli strumenti finanziari per l'azione esterna sono una componente fondamentale della politica estera europea per la promozione dei nostri valori attraverso azioni concrete nel mondo.
Negli anni, tuttavia, il Parlamento ha più volte evidenziato problemi di incoerenza, inefficienze e duplicazioni che ne limitano l'efficacia mentre gli scenari internazionali, in particolare in regioni a noi vicine, sono in continua evoluzione.


In vista del prossimo quadro finanziario pluriennale, è necessario che l'impegno finanziario non sia ridotto bensì rafforzato, nonostante la Brexit e le crescenti reticenze di alcuni Stati membri, mentre gli strumenti devono diventare più flessibili e trasparenti; deve essere garantito un ancora più serio controllo del Parlamento sul loro uso.
Da questo punto di vista il nostro faro deve restare il principio di condizionalità. Le risorse dell'Unione europea non possono sostenere chi fa passi indietro sui diritti umani e sullo Stato di diritto. Quando ciò accade deve diventare pratica consolidata della nostra azione e sostegno diretto alla società civile del paese coinvolto, deviando i fondi a esso destinati, come sta avvenendo per la Turchia, dopo una forte pressione da parte di questo Parlamento.