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Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 17 aprile 2018.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento militare di Stati Uniti, Francia e Regno Unito ha soltanto confermato ancora una volta che non è con una sequenza di attacchi – anche quando mirati e privi di vittime umane e destinati a colpire depositi di armi chimiche – che è possibile risolvere la complicata matassa siriana: dobbiamo evitare l'escalation a tutti i costi e interrompere azioni unilaterali.


L'Europa ha il dovere e il diritto di agire unita, dando pieno sostegno all'intensa azione diplomatica che l'Alto rappresentante Mogherini sta portando avanti e che culminerà nella conferenza di Bruxelles la prossima settimana, momento cruciale per ribadire il nostro impegno accanto alle Nazioni Unite, per confermare l'impegno umanitario, per continuare a lavorare a una soluzione politica al conflitto e per richiamare Russia, Turchia e Iran a un ruolo, per quanto possibile, costruttivo.
Siamo a un punto di non ritorno: tutti devono fermarsi e pensare alle conseguenze della prosecuzione del conflitto. La comunità internazionale non se lo può permettere ma ancora meno può permetterselo il popolo siriano, vero martire di anni di sofferenza a causa del gioco delle grandi potenze e del sanguinario regime di Assad.
L'Europa deve tornare ad agire nel teatro siriano con autorevolezza e incoraggiando un processo di pace sostenibile.