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Strasburgo, 17 gennaio 2018, sessione plenaria del Parlamento Europeo. Intervento di Benifei

Signora Presidente, onorevoli colleghi, i miei più sinceri ringraziamenti alla relatrice Tomc per il suo lavoro svolto su questo fascicolo.
Credo che anche grazie al contributo dei colleghi relatori dei gruppi abbiamo di fronte, alla fine, un testo ambizioso, che presenta una fotografia puntuale dell'attuazione di questo fondamentale programma europeo di contrasto alla disoccupazione e alla inattività giovanile, non soltanto perché se ne analizzano nei dettagli i dati disponibili e l'impatto delle risorse messe in campo per il raggiungimento degli obiettivi di Garanzia giovani, ma anche perché se ne valutano con attenzione gli elementi che richiedono invece una considerazione più critica, proponendo raccomandazioni specifiche su come affrontarli.
Sono fortemente convinto, infatti, che oggi sia necessaria una riforma di Garanzia giovani e del suo strumento finanziario, l'Iniziativa per l'occupazione giovanile, che sappia fare tesoro dell'esperienza accumulata in questi ultimi anni.

L'obiettivo di tale riforma deve concentrarsi soprattutto su tre fronti: in primo luogo potenziare il suo raggio d'azione, dimostrando di coinvolgere meglio proprio coloro che più ne hanno bisogno, ovvero i "NEET", quei giovani inattivi che non studiano e non lavorano, che si trovano ai margini del mercato del lavoro.
In secondo luogo, bisogna semplificare i meccanismi burocratici, permettendo un maggior coinvolgimento delle imprese e delle organizzazioni giovanili e sindacali, e potenziare l'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego.
Infine, serve lavorare sulla qualità delle offerte, partendo dall'elaborazione di una definizione a livello europeo di offerta di qualità. Mi sono battuto, anche in dissenso da alcuni colleghi, affinché la definizione contenesse principi chiari e molto netti, tra cui l'obbligatorietà della remunerazione dei tirocini, l'accesso completo ai servizi sociali per i tirocinanti e il rispetto dei diritti e delle norme sul lavoro in maniera completa.
L'obiettivo finale delle misure finanziate dall'Iniziativa per l'occupazione giovanile deve essere l'integrazione di lungo periodo nel mercato del lavoro e non può limitarsi al finanziamento di tirocini di breve durata che ad esempio, nel mio paese, sono stati preponderanti in alcune regioni.
È dunque oggi necessario dotarsi di strumenti per prevenire ogni possibile abuso, come il ritardo dei pagamenti o la violazione delle condizioni contrattuali e dei diritti dei partecipanti, che danneggia non soltanto il processo formativo e professionale dei tanti giovani beneficiari ma anche la reputazione dell'Unione europea nella sua azione di contrasto alla disoccupazione giovanile.
Per questa ragione ho proposto che venga istituita una linea diretta dell'Unione europea contro la violazione dei diritti dei giovani, che consenta loro di comunicare direttamente alla Commissione un'eventuale esperienza negativa nel corso della loro partecipazione al programma, consentendo l'indagine delle eventuali pratiche abusive nell'utilizzo delle politiche finanziate dall'UE.
Un elemento fondamentale nella discussione riguarda i fondi da assegnare nel dopo 2020. Io credo fortemente che da strumento straordinario anticrisi l'Iniziativa per l'occupazione giovanile debba diventare un meccanismo permanente, che finanzi la Garanzia giovani negli anni a venire. Si aprono a breve le discussioni sul nuovo quadro finanziario pluriennale: il Parlamento europeo dovrà battersi affinché questo programma rimanga una priorità assoluta dell'azione dell'Unione. Il futuro dei giovani è il futuro dell'Europa, non dobbiamo dimenticarlo.