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Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 15 novembre 2017

Signora Presidente, onorevoli colleghi, io credo fermamente che chiunque abbia a cuore l'Unione europea debba insistere che la priorità sia quella di abbattere le disuguaglianze sul continente, non soltanto disuguaglianze tra i suoi paesi, ma anche all'interno degli stessi, partendo da un concetto di base: il progetto europeo e l'integrazione politica economica dei suoi Stati membri e dei suoi popoli devono servire all'obiettivo di recuperare sovranità per le decisioni riguardanti il sociale e l'economia.

Sovranità che è stata progressivamente erosa dalle dinamiche della globalizzazione incontrollata e dal capitalismo finanziario. I dati chiaramente dimostrano che la crisi degli ultimi anni ha avuto un effetto drammatico sulla crescita delle disuguaglianze nelle sue più svariate forme: di reddito, di genere, di ceto, geografiche, intergenerazionali. Le divergenze sono cresciute in maniera più che proporzionale per le fasce più deboli, ed è quindi imperativo che l'Unione europea si faccia carico di rilanciare un'agenda sociale in grado di invertire questo trend.

Tra pochi giorni, a Göteborg, i capi di Stato e di governo si riuniranno per concludere l'accordo sul pilastro europeo dei diritti sociali. Dobbiamo essere in grado di trasformare questo solenne evento in un vero e proprio movimento, in grado di dotare finalmente l'Unione di una strategia sociale adatta alle sfide della modernità. Partiamo da iniziative concrete, non limitiamoci a elencare una serie di principi. A partire dalle istituzioni europee applichiamo una versione più estensiva del quadro di qualità per i tirocini, includendo una garanzia di remunerazione, vietiamo finalmente in Europa i tirocini non retribuiti e di bassa qualità.

Inoltre, questo Parlamento, voglio ricordarlo, ha proposto una direttiva quadro sulle condizioni di lavoro dignitose per tutte le forme di occupazione. Ci dimostri quindi, anche su questo fronte, la Commissione europea di volere per davvero un'Europa della tripla A sociale.