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Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento Europeo del 13 dicembre 2016

Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi si conclude il lungo lavoro portato avanti in questi ultimi anni dal Parlamento europeo, in stretta collaborazione con l'Organizzazione internazionale del lavoro, per estendere l'accordo di partenariato e cooperazione con l'Uzbekistan al commercio dei prodotti tessili.
Sono orgoglioso di aver seguito per il gruppo S&D in commissione esteri quello che possiamo considerare un caso positivo di cooperazione tra Unione europea e un paese terzo, per quanto riguarda l'affermazione dei diritti umani attraverso la nostra politica commerciale. Grazie alle pressioni del Parlamento europeo, con la graduale apertura delle autorità uzbeke a partire dal 2013, infatti, il grave problema del lavoro minorile è stato sostanzialmente eliminato in relativamente poco tempo, mentre significativi passi in avanti, anche se non ancora sufficienti, sono stati compiuti contro il ricorso al lavoro forzato.

Parliamo di un paese strategico nella regione, dove sono in corso importanti trasformazioni. Mi riferisco in particolare alle elezioni presidenziali dello scorso 4 dicembre, le prime della storia della giovane repubblica, elezioni da cui è emerso vincitore in modo, va detto, non sorprendente l'ex primo ministro Mirziyoyev. A lui facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, confidando che prosegua il cammino intrapreso verso una maggiore apertura e cooperazione con l'OIL e l'Unione europea nel settore agricolo, ma non solo. Infatti, molto resta ancora da fare in vari campi fondamentali, dal rispetto dei diritti umani allo Stato di diritto, dal pluralismo alla libertà di stampa, temi su cui resteremo vigili.

Tuttavia, con il consenso che voteremo domani, il Parlamento vuole dare un segnale positivo, un incoraggiamento al governo uzbeko per mostrare che l'Unione europea intende lavorare con i paesi terzi in un rapporto di partnership e non di imposizione delle proprie regole, ricordando, però, che se si dovessero fare passi indietro sul lavoro minorile o forzato ci riserveremo di sospendere l'accordo.