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Signor Presidente, onorevoli colleghi, da federalista europeo convinto, non posso che essere felice che finalmente si parli seriamente di passi concreti verso una difesa europea comune, come il Parlamento chiede da molti anni. Certo, ci sono voluti eventi dirompenti come la Brexit, la vittoria di Trump negli Stati Uniti, il deterioramento della sicurezza nei teatri geopolitici a noi vicini, persino la sfida della crisi dei rifugiati, per mostrare ancora più chiaramente che l'Unione non può perseguire completamente i propri interessi esterni e lavorare per la pace, la sicurezza, se non si dota di strumenti precisi. Penso in particolare alle forze multinazionali, realizzabili grazie alla cooperazione strutturata permanente, che possono essere messe a disposizione della politica di sicurezza e difesa comune, come peraltro già previsto dal trattato di Lisbona.

Forse l'attuale quadro di sicurezza globale spinge in questa direzione, e abbiamo raggiunto ora una condivisione maggiore per dare piena attuazione alle disposizioni del trattato, verso una piena revisione della politica di sicurezza e difesa comune in cooperazione e complementarietà con la NATO, per trasformare finalmente l'Unione europea in un soggetto in grado di assumere le proprie responsabilità per garantire la sicurezza dei propri cittadini, del proprio vicinato e del mondo.