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Signora Presidente, onorevoli colleghi, la garanzia per le competenze è certamente una buona idea, perché parte dall'identificazione di un problema molto serio e allo stesso tempo molto pratico.
Le nostre società stanno cambiando a un ritmo elevatissimo, spinte dalla globalizzazione e dall'evoluzione delle nuove tecnologie. Questo fenomeno, che sta spiazzando la politica, che fatica a governarlo, si sta tramutando in maniera evidente in uno spiazzamento anche della forza lavoro, non solo in termini delle competenze necessarie per svolgere nuove tipologie di impiego, ma anche nel campo dei diritti e dei rapporti lavorativi.

Non c'è dubbio che ci sia una profonda esigenza di dare oggi delle garanzie ai lavoratori e agli aspiranti tali e l'interrogazione della commissione per l'occupazione cerca di capire meglio che tipo di garanzia la Commissione europea avrebbe in mente, quali e quante risorse utilizzare per farla funzionare, quale strategia adottare per renderla efficace e flessibile, ma anche vincolante nell'Unione e nei suoi Stati membri.

Vorrei sinceramente vedere un impegno reale in questo strumento, che si pone come obiettivo quello di valorizzare le persone, garantendo un livello minimo di competenze per tutti usando al meglio i fondi europei.